Piccole strategie per risparmiare qualche euro senza rinunciare al benessere 

L’endometriosi viene spesso annoverata tra le malattie costose per le donne che ne sono affette, che da anni rivendicano diritti facilmente promessi, ma rapidamente dimenticati da parte delle istituzioni.

Un grande tema rispetto alle tutele è proprio quello dei costi dei farmaci, che si stima si aggiri tra i 500 e i 2500 l’anno per paziente se si considerano i costi per integratori, diagnostica e terapie di varia natura. Ci siamo spesso interrogate su come poter ridurre questa spesa in attesa delle ambite tutele, e la risposta è che, seppur solo in parte, possiamo adottare strategie che talvolta ci aiutino a risparmiare qualche euro senza rinunciare alla salute. La vera sfida resta riuscire a risparmiare pur garantendo aderenza terapeutica: per aderenza terapeutica si intende la misura in cui i pazienti riescono a rispettare le indicazioni mediche in materia di terapie, quindi anche rispetto ai farmaci prescritti. Nell’endometriosi questo principio viene a meno nel momento in cui i costi da affrontare sono troppo alti e le pazienti non possono affrontare le spese interamente a proprio carico. Vediamo quindi quali possibili strategie adottare ogni giorno:

I costi dei farmaci:

Antidolorifici, anti infiammatori …e chi più ne ha più ne metta per arginare il dolore! E allora perché non verificare insieme al medico e al farmacista se esiste un farmaco equivalente? i farmaci equivalenti (o generici) sono medicinali con le stesse caratteristiche farmacologiche e terapeutiche dei farmaci originali e di marca, sono controllati come tutti i medicinali in commercio ma hanno 3 sostanziali differenze:

  • il prezzo, che è sempre inferiore perchè gli investimenti di ricerca per creare il farmaco sono già conclusi da tempo,
  • il nome, è differente dal nome originale e la scatola deve sempre indicare la scritta “medicinale equivalente”,
  • gli eccipienti, ovvero le sostanze che rendono somministrabile un farmaco, e possono variare nella composizione dei farmaci equivalenti rispetto agli originali.

L’efficacia rimane la medesima, gli studi sui farmaci equivalenti sono fatti mediante procedure che devono dimostrare di non comportare differenze, ma a parità di efficacia e sicurezza, costano meno: spende meno il cittadino, spende meno il sistema sanitario. Creando concorrenza, inoltre, gli equivalenti fanno diminuire anche il prezzo dei farmaci originali.

Lo stile di vita:

Numerose sono le testimonianze di pazienti che adottando un corretto stile di vita hanno migliorato la propria sintomatologia, con effetti anche sul portafoglio! Le abitudini sono qualcosa che possono influenzare il nostro modo di vivere in modo positivo o negativo, quindi perché non adottare abitudini che ci aiutino a ridurre il nostro stato infiammatorio e i sintomi dolorosi? Sono tanti gli articoli e gli eventi che abbiamo dedicato alla divulgazione di uno stile di vita mirato al controllo dell’infiammazione. Come diciamo sempre non sarà lo sgarro che ci farà male in senso assoluto, mentre le buone abitudini potranno rivelarsi un vero alleato, qualcosa di “automatico” che deve inserirsi nella quotidianità e diventare la nostra normalità; costerà fatica all’inizio ma poi non riusciremo a tornare indietro! Il cibo sano costa troppo? Anche questo è un falso mito, prediligere cibi semplici, non elaborati o junk food, fare spesa al mercato del contadino o semplicemente scegliere con cura i cibi da mettere nel carrello e non demandare la cucina ad altri, così come fare attività fisica possibilmente all’aria aperta, sono buone abitudini poco costose. E in inverno? Nel nostro paese per fare attività fisica siamo abituati a chiuderci in palestre talvolta costose, ma chiunque abbia visitato i freddi paesi del nord Europa si sarà accorto che è sufficiente l’assenza di pioggia per assistere a città letteralmente invase da persone che camminano o fanno jogging! Basterà attrezzarsi con un abbigliamento termico che si trova a poco prezzo nelle catene sportive per potersi godere una giornata all’aria aperta e seguire questo buon esempio, magari in compagnia di amici e famiglia.

Le terapie ormonali:

Ne abbiamo parlato nel dettaglio con il Prof. Vercellini nel numero di Dicembre ’18; le terapie ormonali, sono per molte donne l’unico modo per assicurarsi una buona qualità di vita, e sono spesso necessarie per lunghi periodi, a volte della durata di anni. In queste condizioni il costo è da sostenere in modo prolungato, e ovviamente più è alto più si riduce l’aderenza al trattamento, così a volte le donne scelgono di non curarsi. Tuttavia ricordiamo che non esiste una sola terapia per l’endometriosi, e soprattutto quando il costo del farmaco è così alto abbiamo il diritto, ma anche il dovere nei nostri confronti, di esprimere i nostri dubbi al medico che ci segue: “Offrire cure economicamente sostenibili è quindi anche un problema etico, che implica il rispetto delle singole pazienti e delle loro famiglie. Questo è particolarmente importante in assenza di prove che dimostrino che farmaci più costosi si associano a migliori risultati terapeutici. Ed è esattamente questo che le pazienti dovrebbero chiedere al loro curante in caso di prescrizione di un farmaco costoso. La domanda che suggerisco è: Dottore, esistono terapie meno costose e altrettanto efficaci?” (Prof. P. Vercellini) Se ve la foste persa vi consigliamo di dare un’occhiata a questa intervista: https://www.apendometriosi.it/esiste-una-sola-terapia-per-lendometriosi-come-scegliere-quella-piu-adatta-a-noi/

E’ importante quindi non speculare mai sulla qualità e sulla coerenza delle terapie, così come sul nostro stile di vita, tuttavia ci auguriamo di avervi dato alcuni spunti di riflessione per risparmiare qualche euro senza rinunciare al vostro benessere e soprattutto seguendo meticolosamente le indicazioni del vostro medico. Infine non va dimenticato che, ogni trattamento consuma parte delle risorse dei servizi sanitari pubblici sostenuti con le tasse dei cittadini, che evidentemente non sono illimitate. Se per curarsi si utilizzano sempre farmaci costosi anche quando ne esistono di altrettanto efficaci e meno costosi, in futuro avremo tutti meno risorse a disposizione e altre donne con endometriosi potrebbero ricevere un’assistenza di serie B. Se spende meno il cittadino, spende meno il sistema sanitario.

(Sara Beltrami)

Questo articolo è stato Pubblicato sul Pungiglione n.56 di Agosto 2019 il notiziario dell’A.P.E. Onlus, scopri QUI come abbonarti!

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