Oggi è il 21 di Agosto e sono passati solo 3 mesi da quando abbiamo tentato di tornare alla normalità. In tutta Europa ci si prepara a nuove possibili misure di contenimento. In Romania dopo aver toccato i 1500 casi in un giorno, le attività sono state chiuse fino a nuovo ordine. La Grecia ha chiuso persino i mercati. La Francia ha superato quota 4000, e l’Italia ha toccato il punto più alto di positivi dopo il lockdown superando gli 800 casi. E’ vero che oggi assistiamo a più casi perchè facciamo più tamponi dei mesi precedenti, ma è altrettanto vero che questi casi stanno oggettivamente aumentando con rapidità.

Sono colpita da come siamo diventati avidi, servi del nostro ego, del nostro sfrontato narcisismo, che ci porta a sentirci più in pace in un selfie in un bel posto che con la mascherina, per salvaguardare i nostri anziani, o chi semplicemente è più fragile di noi.

Sono colpita da come l’aver lavorato da casa per mesi sia risultata per molti solo una banale vacanza dalla realtà lavorativa, un lavoro più comodo ma privato del suo reale significato, mentre il personale sanitario sfidava i tagli sanitari, i turni infernali e la stessa resistenza umana.
Sono colpita da come dati assolutamente interpretati a caso, articoli scritti da sconosciuti e petizioni in nome di non si capisce quale libertà siano risultati più credibili del racconto del vissuto dei pazienti, dall’esperienza clinica dei medici, degli infermieri, dei volontari.

Sono colpita da come questi mesi abbiano tolto tanto ai nostri bambini, ai ragazzini, privati di un’istruzione convenzionale, ma soprattutto di quegli indispensabili rapporti umani che tanto influiscono sull’esperienza educativa e umana, e che saranno i primi ad essere rimessi a rischio, se continueremo a sbagliare.
Sono colpita insomma da come vi sia venuta voglia di assembrarvi, di stare insieme, se in realtà degli altri non vi importa quasi nulla.

No.
Il covid non ci ha resi migliori, il covid ha schiacciato, bullizzato coloro che tentavano di essere rispettosi del benessere collettivo etichettandoli come “secchioni”, paranoici.
Personalmente sarei preoccupata se fossi la causa di un contagio altrui. Nel vedere un mio familiare stare male, o di non poterlo rivedere e saperlo solo. Magari per sempre.
E’ lo stesso principio con il quale non guido a fari spenti la notte o metto il casco se vado in moto. Non voglio fare del male agli altri, non voglio mettermi in pericolo, e non voglio pesare inutilmente sull’assistenza Sanitaria, che a Dio piacendo in questo paese non lascia indietro nessuno che ne abbia davvero bisogno.

Quando siamo diventati così incapaci di rinunciare a qualcosa? Quando il bene personale, non solo ha superato quello comune, ma reclama il diritto di sovrastarlo con prepotenza?

Perchè è questo il vero interrogativo, il vero risultato di qualsiasi esperimento sociale. Questa è l’estate in cui si nega il virus perchè non ci sono abbastanza personaggi famosi morti, e si raccolgono firme per raprire le discoteche. Questa è l’estate in cui non si riesce a stare in casa una giornata ad aspettare l’esito di un tampone o a cancellare un viaggio perchè non è sicuro. Una giornata per l’amor del cielo.

Ecco qui cosa succede ad avere tutto. Troppe scelte, troppe libertà: si diventa viziati. Capricciosi.

Siete cauti verso un vaccino frettolosamente testato? lo posso comprendere. Siete critici rispetto al fatto che il 5G non rappresenti esattamente una dose di benessere per i vostri corpi? posso capire anche questo. Ma quello che non posso capire è la totale mancanza di responsabilità verso un gesto tanto banale quanto necessario come indossare la mascherina, o modificare il vostro modo di stare insieme agli altri.

Libertà non è fare come si vuole, libertà è farlo fino al punto in cui il proprio atteggiamento non lede, o minaccia di ledere, la libertà altrui.

Pensavo che il lockdown ci avesse insegnato a vivere con meno, a consumare meno, a restare fermi qualche volta. Pensavo tra le altre cose che si fosse finalmente insinuata l’dea che nutrirsi di animali in modo eccessivo e sconsiderato porti ad alcune malattie, e che madre natura come ogni madre, non è mai 2 volte clemente davanti agli errori dei propri figli. Pensavo tante cose, e adesso penso solo che non ho voglia di vedere altre persone stare male.