Non è previsto che ci ammaliamo tutti e tutti insieme, nessun sistema Sanitario è pensato per questo, ed è questo che fa rischiare il collasso fino a farci temere di arrivare a quel punto in cui non potremo curare più nessuno. Chiamiamo le cose con il proprio nome perché evidentemente parlare di collasso del sistema sanitario, nell’era degli analfabeti funzionali (l’Italia è una delle più fiorenti in tal senso) non è chiaro: se il Sistema Sanitario collassa significa che non potremo curare nemmeno più chi ha un infarto, chi è malato, è vittima di un incidente e così via. La scrivo semplice così è più chiara. 

E’ qualcosa che sta già succedendo. Dati alla mano, i malati cronici ad esempio hanno difficoltà di accesso, le liste d’attesa sono sempre più lunghe e spesso si è costretti a scegliere la via privata per sveltire i tempi di visite e terapie. E’ un circolo vizioso diabolico: le persone perdono il lavoro, riducono il proprio potere economico e per curarsi in tempi brevi devono pagare. 

E’ molto poco sostenibile, e lo dico da malata cronica. 

Eppure non ho gridato alla dittatura sanitaria perchè mi hanno chiesto di mettere la mascherina. 

Peraltro mi chiedo dove fossero tutti questi reazionari quando solo qualche settimana fa a Roma veniva scoperto un cimitero di feti riportanti i nomi delle madri a loro insaputa. Chi ha autorizzato tutto questo? Risparmiatevi i commenti pro e contro aborto, perché è ovvio come non si tratti di questo. Quando si tratta del corpo delle donne nessuno ha comunque mai gridato alla dittatura sanitaria, se e per quello. 

Certo è che in 6 mesi c’era tempo per ripensare un nuovo modello di trasporti, un nuovo modello di lavoro, che obbligasse, non consigliasse, su basi percentuali lo smartworkig, ad esempio. Magari così non sarebbero stati i ragazzi a non poter andare a scuola, ma gli adulti a non dover prendere i mezzi. 

Siamo realisti: questo Governo non poteva in 6 mesi porre fine a tutti i mali della nostra società; il Covid peraltro è un problema del mondo ad oggi, tanto che sembra quasi che nessun Governo si sia dimostrato adeguato.

Personalmente mi sento comunque grata di far parte di un paese dove nessuno mi lascia morire per strada, dove non devo essere ricca per sottopormi ad un intervento o semplicemente per farmi degli esami. Le prestazioni essenziali sono garantite dallo Stato Italiano, da che mondo e mondo è così, poi possiamo disquisire sul fatto che si potrebbe fare molto di più per garantire equità, ma di questo ne ho lungamente parlato anche in articoli precedenti su questo e altri blog.

Questa per me è una pietra miliare sempre troppo poco considerata quando parliamo di Italia. Un modello inconcepibile ad esempio per molti statunitensi, lo stiamo vedendo durante la campagna elettorale americana dove le proposte di Biden per un “medicare for all” non spostano comunque l’ago della bilancia rispetto a quella privata di Trump. La Sanità è sempre data per scontata, forse perchè da invincibili umani crediamo di non averne mai bisogno.

Sarà l’effetto “The social dilemma” (guardatelo su Netflix) ma ogni volta che apro Facebook provo un profondo senso di malessere, rabbia, ingiustizia. Dov’è finito lo spirito per cui era nato Facebook? quello di riavvicinarci, di collegarci. Ora mi pare che abbiamo accorciato le distanze solo per far viaggiare più in fretta le fesserie. 

Da chi dice che il Covid non esiste, ai video delle sale d’aspetto vuote, a chi parla di dittatura sanitaria senza provare il minimo scrupolo. Ma non esitate prima di condividere reperti Facebook scritti da qualche hacker in Est Europa per alimentare il malcontento popolare?

Attivate le sinapsi. I tamponi (che per carità, a pochi piace farsi infilare cose nel naso) non sono strumenti per alimentare il terrore ma raccolte di dati epidemiologici. Ora vi spiego in parole semplici cosa vuol dire epidemiologici: qualcuno di voi saprebbe dirmi su 2 piedi quanti malati ci sono di tumore in Italia? certo che no. Perché quelli sono dati epidemiologici cioè che servono agli addetti ai lavori per comprendere l’andamento e la diffusione di una malattia. Per questo si fanno i registri di patologia, per adeguare le misure sanitarie, le terapie, per capire quali zone sono più a rischio e perchè. Quello che dovete tenere d’occhio sono i dati delle terapie intensive; gli operatori sanitari, amici, da settimane sostengono che la situazione è di nuovo preoccupante, e a me basta questo. Perché so che i miei amici Tizio, Caio e Sempronio non sono pagati dalle case farmaceutiche, dai “poteri forti” o da Lord Voldemort, ma portano la propria esperienza clinica, che è il valore più prezioso che un medico o un operatore sanitario possano regalare a noi pazienti. 

E’ il momento di capire che le idee hanno delle conseguenze, perchè diventano azioni, abitudini, diventano pericolose forma mentis. Se non capite questo non capite che non state rispettano il lavoro di infermieri, volontari, medici che oltre a fare gli straordinari sottopagati, il Covid se lo sono pure presi.

Non avete capito purtroppo che i vostri pensieri diventano vetri di auto spaccate, vetrine in frantumi, umori passivo-aggressivi collettivi. Ma soprattutto diventano ottimi argomenti politici per chi ci vuole dividere, pedine di una partita a scacchi fatta sulla pelle di altri. 

“Dividi et impera”. 

La deriva di questa era post verità è che c’è un sospetto, un complotto, un pericolo in ogni cosa, mentre la democrazia è fatta di realtà, di fatti, di storia condivisa.

Dov’è finita poi la decenza? Sì, la decenza, quella per cui non era necessario dire sempre quel che si pensa. A volte lo si teneva per sé, o comunque non si spiattellava in faccia anche a chi la vostra idea non l’ha chiesta, perchè diventa provocazione, non più opinione. 

E ora invece i medici non sono più eroi… e “l’app immuni non la scarico perchè ci controlla” (disse mentre condivideva post su Facebook, accendeva la smart Tv e chiedeva ad Alexa di spegnere la luce). 

Se c’è qualcosa che il Covid ci aveva insegnato era che dovevamo per forza pensare un nuovo modo di vivere più sostenibile, e più eco sostenibile. E’ una malattia a tutti gli effetti: se la accetti, la accogli e la pensi come una compagna di viaggio (cit.) farai molta meno fatica, e molta più strada rispetto al voler trovare un colpevole a tutti i costi.

Me lo chiedo anche io perché deve essere sempre tutto sulle spalle dei cittadini. Perché non si investe in modo mirato? 

Non è un discorso politico, ma di mentalità. Il nostro paese non è mai stato abituato ad investire, a guardare avanti, ma a campare alla giornata senza preoccuparci di chi voleva privatizzare la sanità o disinvestire nella cultura, nell’istruzione, o gridava a “quota cento” mandando in pensione migliaia di infermieri che adesso neanche a dirlo, mancano. La colpa è nostra che siamo stati a guardare, perché alla fine va sempre tutto bene finché non succede qualcosa.

Ognuno faccia la propria parte. Questa non è la realtà in cui voglio vivere, diamoci una calmata, affidiamoci.

Diffondiamo messaggi positivi, di speranza, non castronerie. 

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