Purtroppo non è andata esattamente così. Mi dispiace dover fare questa cosa sgradevole ma le parole del Senatore Sileri sono inesatte.

Le donne non meritano altre promesse e illusioni:


-Prendere a cuore non significa sostenere un disegno di legge che ripete tutele (se così vogliamo definirle) già esistenti e a stento implementate, e che non sposta in alcun modo il ritardo nella diagnosi, nè migliora la presa in carico delle pazienti, le spese da sostenere o la qualità di vita. Abbiamo già commentato questo DDL in Senato, e mi permetto di dire che non sarà un post su Facebook a dare merito a quella che è rimasta una promessa sulla carta. Un disegno appunto.

-Nel DDL 888 i fondi erano 28 milioni, non 3, cos’è successo agli altri 25 milioni nel frattempo?
-L’emendamento fortemente appoggiato dal Senatore è nato insieme ad altri Senatori, in particolare la Senatrice Paola Boldrini che ha coinvolto le associazioni di pazienti in audizioni fin dalle prima fasi dello stesso DDL. È così che si dovrebbe fare: lavorare CON le pazienti, non con quello che le pazienti vogliono sentirsi dire. Andrebbero coinvolte le persone che da un decennio vivono queste dinamiche sulla propria pelle e si occupano di trasferire le proprie competenze creando risposte ai bisogni. Inoltre va precisato come questi fondi siano stati sollecitati anche attraverso un’indagine pubblicata dall’Associazione Progetto Endometriosi che ha contribuito a sottolineare l’urgenza di disincagliare provvedimenti congelati da tempo.
-Abbiamo già chiesto trasparenza rispetto a come e con quali criteri verranno ripartiti tali fondi, dal momento che nel testo del DDL del 2018 non c’era chiarezza rispetto all’inclusione di centri pubblici.

La mia non è una personale polemica, quanto ho scritto è pubblico e agli atti del Senato. Purtroppo serve a poco illuminare di giallo le istituzioni se si ritengono le pazienti così poco meritevoli di reali sostegni. Le donne sono stanche, e la pandemia ha esacerbato i problemi precedenti. Queste promesse funzionano come la criptonite: illudono le donne che qualcosa stia cambiando, e fanno perdere fiducia nelle istituzioni. Le donne hanno bisogno di andare al lavoro, di essere tutelate, di non pagare i farmaci.
Francamente, da paziente e da attivista, mi offende che una malattia che riguarda il 10% della popolazione femminile venga ancora trattata con queste modalità, quasi come se le donne non meritassero niente più di questo. 

Se vuoi saperne di più ho scritto questo articolo QUI.

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