Da alcuni giorni questa notizia circola su diversi giornali on line, anche tra donne che non risiedono nella regione Sicilia. Va precisato che al contrario di quanto stanno scrivendo i giornali la Regione Sicilia non ha garantito farmaci gratuiti per tutte le pazienti ma, come spiega il firmatario stesso, ha provveduto ad inserire solo certi farmaci antinfiammatori al codice 063 per l’esenzione Endometriosi all’interno dei LEA. L’inserimento di alcuni farmaci in fascia A esiste già in alcune regioni, ma presumibilmente avviene su farmaci che rientrano già in tali categorie e che possono essere coerenti con la terapia dell’endometriosi.

Questa informazione manda un messaggio sbagliato su 2 fronti:

-il primo, è quello secondo il quale l’endometriosi si curi con gli antinfiammatori; questo è un falso mito, oltre che una cattiva abitudine che spesso innesca un pericoloso circolo vizioso, ritarda la diagnosi e non risolve la malattia.


-il secondo è che il costo più alto per le donne con Endometriosi non deriva dagli antinfiammatori ma dalle terapie ormonali, il più delle volte indispensabili, che sono COMPLETAMENTE a carico delle pazienti e che insieme a visite e terapie reppresentano la fetta più costosa delle spese sostenute per intero dalla pazienti.

Il codice di esenzione 063 dei LEA è una tutela a metà così com’è, perché discrimina le donne che non hanno subito interventi chirurgici ma che hanno comunque un’endometriosi dolorosa. Inoltre limitare le tutele alle “stadiazioni” più gravi non fa che minare la diagnosi precoce negli stadi iniziali. Si potrebbe dire che l’unico merito dei LEA fu quello di riconoscere l’endometriosi come malattia cronica invalidante ma non quello di sostenere economicamente le donne, dato che quelle indicate restano esenzioni secondarie.

Sempre più spesso si assiste a messaggi semplificati sulla malattia, ma purtroppo la realtà per le persone con Endometriosi è molto più complessa e sarebbe bene raccontarla adeguatamente verificando la veridicità delle fonti.

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