-una rubrica flash-

Benvenuti nel 2021: dove a stupire non è la Von Der Leyen che non chiede la sedia, o Erdoğan che volutamente non gliela fornisce appena alcune settimane dopo essere uscito dalla convenzione di Istanbul sulla lotta contro la violenza sulle donne.

A stupire è Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo che si siede al fianco di Erdoğan e giustifica tale gesto con l’attinenza ad un protocollo istituzionale, peraltro già smentito in precedenza.

In un mondo ideale la parità di genere si conquista uomini e donne insieme, o quanto meno senza che i primi assecondino gesti di sfida e sfregio destinati alla più alta carica pubblica europea solo perché donna.

O forse sarebbe meglio dire che quei gesti sono in realtà verso la più evidente rappresentazione dell’emancipazione femminile, occidentale e democratica.

Questo è stato un fatto grave, ricco di simboli e messaggi che lasciano poco spazio ad un’amara interpretazione: in quella foto ci vedo prima di tutto un fallimento occidentale, che non si ribella, che palesa come il maschilismo non conosca ceto o posizione, perdendo un’occasione per dare un buon esempio.

Protocolli a parte.