“E quando camminerai su una spiaggia, in una foresta o su un vulcano, potresti fare come Emma: dedicare un po’ del tuo tempo a pulire, se è necessario. È vero la colpa di quella sporcizia non è tua, ma ogni posto del mondo è casa tua ed è giusto prendersene cura. Così dai il buon esempio.” (tratto dal libro “Come una notte a Bali”, di Gianluca Gotto, editore Mondadori)

Stefano Ferrari è nato a Reggio Emilia, ha 48 anni e un diploma in agraria. Da 24 anni gestisce, insieme alla famiglia, un’azienda metalmeccanica. Stefano il volontariato ce l’ha nel sangue, un po’ come l’amore per la terra, la madre terra, l’ambiente.

Un sabato pomeriggio ho seguito un gruppetto di persone nel mio paese, capitanato da Paola che ci ha contagiati tutti con la sua energia. È stata da subito un’esperienza speciale. Armati di pinze, guanti e sacchetti ripulivamo i nostri prati, fossi e parchi dalla sporcizia. Dopo ogni appuntamento si torna a casa felici, di quella felicità limpida, che ha il sapore semplice del fare del bene. Si sta sotto il sole, all’aria aperta a chiacchierare e a farsi una risata su quei reperti improbabili, che ogni volta si trovano nelle nostre terre, insieme a enormi quantitativi di spazzatura di ogni genere: bottiglie di plastica, di vetro, vuote, piene, sacchetti, mozziconi di sigaretta a volontà, carte, cartine ecc ecc…e naturalmente la nuova tendenza tra i rifiuti: le mascherine! Ogni sabato a cui ho partecipato, la media di rifiuti raccolti si aggirava intorno ai 15-20 sacchi, da aggiungere a portiere, copertoni e rifiuti pesanti. Tutto gettato lì, un po’ ovunque, senza una ragione.

Questa attività ha un nome: plogging. Il plogging è una passeggiata ecologica, che deriva dallo svedese “polka upp” che significa letteralmente raccogliere e fare jogging. È un semplice gesto che, se fosse ripetuto da tutti noi ogni volta che facciamo una passeggiata, aiuterebbe a ripulire strade, acque e il verde, dall’incuria e dalla spazzatura.

La spazzatura che investe i nostri, prati, fossi, parchi (senza considerare le tonnellate gettate in mare) non è solo brutta da vedere, è anche un danno per l’ambiente e per la nostra salute. I rifiuti contribuiscono all’inquinamento del suolo perchè rilasciano nei terreni sostanze inquinanti che contaminano il suolo in cui coltiviamo i nostri prodotti alimentari, e i nostri animali.

C’è poco da fare la nostra società dal dopoguerra in poi è stata invasa dall’usa e getta. Materiali attraenti, colorati, sempre perfetti proprio grazie alla loro esistenza fugace, simbolo di rapidità e comodità, in un’epoca che è andata via sempre più veloce. Ne siamo stati tutti complici, ma ora persone come Stefano ci insegnano che si può cambiare, smaltendo correttamente i rifiuti e iniziando a produrne di meno, ma anche raggruppando enormi gruppi di cittadini volontari.

Ho intervistato Stefano, che ringrazio per l’intervista e per aver mobilitato e sensibilizzato intere città emiliane.

Come nasce Reggioemilia Ripuliamoci?

Ripuliamoci nasce da una serie di pensieri. Non posso credere di essere l’unica persona a percepire questo senso di abbandono del territorio. Voglio lasciare un segno positivo nel mio passaggio in questa vita. Voglio che le persone si ricordino di me in modo positivo e che proseguano sui miei passi. Abbiamo solo un pianeta e va tutelato con l’impegno del singolo, anche se come si dice “l’unione fa la forza”. Così è nato il gruppo ReggioEmilia Ripuliamoci che conta ad oggi oltre 4300 iscritti su Facebook.


Come mai hai scelto questo nome?

La parola va letta a 360°. Ripuliamoci da tutto quello che è negativo, riconnettiamoci tra di noi, creiamo tessuto sociale. E ovviamente diamo il buon esempio ripulendo quello che altri sporcano, non con l’intenzione di sostituirci al servizio di nettezza urbana, è ovvio, ma creando come sta avvenendo una buona e sana collaborazione.


Cosa contraddistingue Reggioemilia Ripuliamoci da altre realtà?

Sicuramente, in primis, nessuno spende 1€ per far parte di questo gruppo e progetto. Non ci sono tessere associative, non abbiamo km di carte da compilare come devono fare le associazioni. Avere tanta burocrazia ci toglierebbe libertà ed energia. Siamo cittadini liberi, nessuna tessera, solo noi.


Parlate di educazione ambientale sensibilizzando anche i bambini?

Abbiamo iniziato da Bagnolo In Piano, dove abbiamo organizzato il primo campo estivo e da lì non ci siamo più fermati! Siamo arrivati a quasi 1000 bambini incontrati in tutta l’estate 2021. La nostra idea è che proprio i più piccoli possano portare a casa, ai propri genitori, un po’ di sensibilità ambientale. I bambini in realtà sono già molto attenti e sensibili all’ambiente.


Ripuliamoci nasce a Reggio Emilia come vedi il futuro?

Reggio Emilia Ripuliamoci nasce a Reggio Emilia, poi a Bologna, Parma, Modena. Reggio viaggia al ritmo di Bologna, ma Parma e Modena si stanno organizzando con gruppi di cittadini. La nostra idea è anche quella un giorno di arrivare in Regione ed essere riconosciuti in tutta l’Emilia Romagna.


In che modo si può sostenere Ripuliamoci?

Serve l’aiuto di tutti. Il gruppo accoglie ogni fascia di età, dai bambini agli anziani, e soprattutto abbiamo lavorato anche con ragazzi con disabilità. Vogliamo abbattere le barriere sociali. Abbiamo una città, un solo pianeta e tutti dobbiamo darci da fare. Chi può si unisce a noi alle raccolte o ai campi estivi. Chi per motivi diversi non può far presenza, può comunque aiutarci invitando altre persone a iscriversi ai nostri gruppi Facebook e promuovere in ogni modo possibile il nostro operato. Proprio sul gruppo Facebook, e sul sito www.ripuliamoci.net potete trovare tutto il lavoro svolto fino ad oggi, e tutte le informazioni sui prossimi eventi.

Grazie Stefano. Concludo questo articolo ringraziando Stefano per il suo impegno, Paola, che ha portato Ripuliamoci a Roncocesi dove ha letteralmente contagiato tutti, e tutti i volontari che con i fatti e il buon esempio contribuiscono a rendere il nostro pianeta un posto migliore, più sano e vivibile. A loro va tutta la nostra gratitudine.

….prima di chiudere alcune cose che puoi fare per aiutare l’ambiente (e te stesso):

• Usa meno l’auto: fai spesa vicino a casa, e con poca frequenza, e se puoi prediligi car sharing, bicicletta o una passeggiata. Questo è un mio piccolo sogno nel cassetto: smettere di possedere un’auto, sostituirla è anche qualcosa che fa benissimo al nostro stile di vita sedentario. Quando fai spesa, ricorda di portare con te le borse di tela!
• Usa una borraccia e bottiglie in vetro: l’acqua in Europa è affidabile. La maggior parte di noi vive in zone in cui è possibile bere tranquillamente l’acqua del rubinetto: ecologica, economica e sicura. Per chi non si fida esistono comunque le alternative in vetro!
• Prediligi alimenti di origine vegetale: e che possibilmente non abbiano fatto il giro del mondo per arrivare sulla tua tavola! Le proprietà di un’alimentazione a prevalenza vegetale sono ormai riconosciute anche dalla scienza, così come oggi sappiamo che una buona fetta dell’inquinamento globale proviene dagli allevamenti intensivi. Non occorre diventare vegani, basta consumare meno carne e pesce, e derivati animali per ridurre il fabbisogno del mantenimento animale!
• Smettila di stampare! Quante fotocopie fai al lavoro? quante stampe? …Digitale non è solo foto sul cellulare! Chiediti, prima di stampare qualcosa, se ne hai davvero bisogno!
• Riduci gli sprechi alimentari e compra vicino a te! Non comprare cose che non aggiungono nulla alla tua nutrizione e che probabilmente sono avvolti in plastiche che fanno male alla tua salute. Sostieni le piccole realtà della tua zona, sono sicura che con un po’ di impegno troverai tantissime opportunità che inquinano meno e ti fanno bene. Questo ti aiuta anche a produrre meno rifiuti e a utilizzare meno packaging.
• Consuma di meno: ti servono davvero tutti quei vestiti? il telefono nuovo e la miriade di cose che ogni giorno acquisti senza chiederti “Mi serve davvero?” piuttosto cerca alternative di seconda mano: donare una nuova vita agli oggetti sostiene l’economia circolare e aiuta il pianeta. Less is more è una filosofia che fa bene anche per la nostra madre terra.
• Preserva energia: ti serve davvero l’aria condizionata così alta tutto il giorno? e l’acqua calda e il riscaldamento tropicale? mantieni i tuoi ambienti a temperatura ideale utilizzando saggiamente le imposte di casa e la luce del sole.

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